Storia

Behavioural Analysis Unit la vera storia

Ricevo e pubblico volentieri questo documento riassuntivo della storia della vera unità della Behavioural Analysis  Unit che mi ha inviato Alessandro.

Waco, Texas, 1993
Dopo 51 giorni di assedio da parte delle unita' speciali dell'FBI, nella fattoria dove sono asserragliate 48 persone appartenenti alla fantomatica setta dei "Branch Davidians", autori mesi prima della morte di quattro agenti federali, scoppia un violento incendio, sono solo 8 i sopravvissuti e sono molte le critiche rivolte ai federali: inesperienza, negligenza, incapacita' nel gestire la situazione.

Questo porta ad una serie di rivoluzioni del CIRG (Critical Incident response Group), l'unita' sotto i riflettori, scompare la BSUBehavioural Science Unit che viene sostituita così dal National Center for the Analysis of Violent Crimes (NCAVC) ,annunciata nell'autunno del 1984 dal presidente degli Stati Uniti d'America Regan, che si occupa di casi di scomparsa di bambini,di omicidi e stupri seriali, di omicidi insoliti e di terrorismo nazionale nonche'internazionale.

Dall' NCAVC nascono poi la Child Abduction Serial Murder Investigative Resource Center, che si occupa di scomparse di minori e di infanticidi, la Violent Crime Apprehnsion Program, che analizza e confronta in modo accurato i dettagli dei diversi casi al fine di identificare eventuali fili comuni tra crimini differenti, ed infine la Behavioural Analysis Unit,che tramite una dettagliata analisi dei crimini violenti,dando indicazioni investigative,fornendo profili psicologici di aggressori ignoti, collaborano con le autorita' di pubblica sicurezza locali con il fine di individuare e arrestare soggetti autori di crimini efferati.

Il lavoro degli investigatori e' supportato da una rete informatica con sede a Quantico in Virginia, presso l'accademia dell'FBI, denominata Violent Crime Linkage Analysis Sistem (VICLAS), anche se all'inizio della sua attivita' ci furono diversi problemi come la difficolta' nella compilazione delle schede di ogni dingolo caso,un questionario di circa 45 pagine con innumerevoli quesiti,l'inesperienza degli investigatori più giovani o di coloro che percepivano con diffidenza l'utilizzo di computer per l'analisi dei crimini ed infine la tecnologia del calcolatore rendeva molto lento e a tratti macchinoso il confronto.


Tanti problemi, necessari tuttavia per il futuro sviluppo della telematica giuridica che sancisce oggigiorno la sua efficacia e essenzialita' nelle indagini tanto che sistemi ispirati al VICLAS sono rintracciabili in Inghilterra,Australia, Giappone,Belgio o Olanda.

Ma ora parliamo della Behavioural Analysys Unit. Gli appartenenti a quest'unita' sono i profiler, il loro compito e'quello di comprendere la personalita' dei criminali partendo dalle azioni da loro compiute,un po' come quando si cerca di analizzare un'opera d'arte e analizzando l'opera si puo' risalire all'autore,ad alcuni suoi tratti tipici , alla sua personalita', pensiamo a Van Gogh o Munch per esempio.

Alcune sono le domande preliminari alle vere indagini che il profiler si pone quando deve affrontare un caso :

    Cosa e'avvenuto durante il delitto?
    Quale tipo d'individuo potrebbe aver commettere un'azione simile?
    Che caratteristiche possono essere riferite a tale soggetto?
    Ci sono altri casi simili a questo?

Molte domande, ma le risposte da dove arrivano?

Un primo e fondamentale contributo viene dalla figura di John Duglas, uno degli storici membri della BSU, che per primo analizza in modo analitico e scientifico la vittima, nasce a vittimologia.

    Perché e'stata scelta proprio quella vittima?
    Che persona era?
    E' stata scelta o e'una vittima casuale?
    Quali sono le violenze subite?
     Il killer ha usato la forza?
    La vittima ha opposto resistenza?
    Che arma e'stata usata?
    Ci sono state mutilazioni?
    Nel caso che sia riscontrato un'affinita' con un altro caso e'possibile rintracciare una firma (signature) del killer?

Le risposte possono essere dedotte con precisione da una analisi scientifica della vittima.
Poi vi e' il "case linkage" ottenuto grazie all'aiuto del VICLAS, con la conseguente possibilita' di ritrovare casi in cui il modus operandi risulta essere affine e se circoscritto grazie ad un profilo geografico (ovvero visualizzare le zone in cui il criminale ha agito mettendo alla luce le zone geografiche che presentano una maggiore densita' di eventi criminosi)dell'area si puo' ricostruire il campo d'azione del soggetto ignoto. Ogni risposta ad una delle tante domande che gli investigatori si pongono possono essere dei piccoli passi verso il profilo del killer, che presenta alcune informazioni fondamentali,come

    Eta'
    Sesso
    Razza
    QI
    Stato Sociale
    Stato Civile
    Stile di vita
    Residenza in relazione alle scene del crimine
    Ambiente educativo di provenienza
    Aspetto e cura della persona
    Caratteristiche e eventuali patologie della personalita'
    Perversioni
    Orientamento sessuale
    Movente

Il profiler ha il compito di immedesimarsi nell'assassino, per capirlo, precederlo e quindi fermarlo, ma il compito e' molto arduo, se non e' facile comprendere le persone che ci sono attorno, le persone a cui vogliamo bene, proviamo a immaginare con un soggetto estraneo, perverso e folle ! Citazione d'obbligo e' per Robert Ressler, uno dei più importanti profiler della BAU che non solo fu consulente e investigatore ma grazie all'aiuto del giornalista Mark Olshalker pubblico' testi divulgativi e articoli sui casi più cruenti e significativi da lui affrontati.

Altra opera importante e' "Mindhunter" in cui John Douglas e Mark Olshaker  ripercorrono temi fondanti del profiling e offe numerosi esempi di casi profili e soluzioni, che sono state e sono tuttora l'inizio da cui ogni profiler statunitense deve partire per questa singolare odissea nelle menti criminali che minacciano la societa' civile.



Articolo scritto da Alessandro